Cleto Munari
Filippo Cannata - Incontri

Presso le antiche Scuderie del Palazzo Reale di Napoli, ho illuminato la mostra legata alla produzione artistica “Dandy Design”, una esposizione di argenti delle collezioni di Cleto Munari, disegnati da rinomati artisti e architetti. Tutto ebbe inizio una mattina nell’ufficio della Soprintendenza di Napoli quando l’allora soprintendente mi coinvolse nell’illuminazione di questo evento. Non lo conoscevo, l’artigiano designer amico dei più grandi architetti al mondo! Partii e andai a trovarlo a Vicenza nel suo laboratorio, e subito rimasi colpito dall’entusiasmo di bambino che sprigionava da ogni suo gesto. Ci presentammo e dopo un minuto e due chiacchere sembrava che ci conoscessimo da una vita. Amici in comune, idee, sogni si alternavano a bicchieri di vino e progetti sulla sua futura mostra. Tornato a Napoli rivisitai le Scuderie di Palazzo Reale con i disegni che avevamo fatto durante l’incontro, allora provai ad immaginare “una luce per Cleto” ed i suoi oggetti preziosi. Si perché quello che mi raccontò e che vidi sembrava essere un sogno. In fila uno dopo l’altro mi trovavo ad ammirare il centrotavola di Carlo Scarpa, il bracciale di Mario Bellini, un altro centrotavola di Hans Hollein, il servizio in argento da thè e caffè di Vittorio Gregotti, gli anelli con lapislazzuli di Ettore Sottsass, la Caraffa e gli anelli di Michele De Lucchi, i candelieri in argento di Alessandro Mendini, solo per citarne alcuni. Una stanza delle meraviglie con dentro i nomi più importanti dell’architettura e del design mondiale. Ho lavorato molto sul colore, sull’intensità della luce e sulla dinamica, è stato un lavoro lungo e intenso che mi ha permesso di entrare in dettaglio sul singolo fascio luminoso; ho approfondito il rapporto luce / superficie riflettente e ho curiosato tra i suoi segreti sbirciando, come dal buco della serratura, lo spartito del progettista.