Gennaro Esposito
Filippo Cannata - Incontri
Filippo-con-Gennaro-Esposito

Cucina e luce, colori e luna, sapori e blu. Così all’infinito a cercare binomi inediti ma riassuntivi di un lavoro a quattro mani tra due forze creative e creatrici, nato dall’idea che un percorso alla scoperta del gusto debba nascere sin dal primo passo. Prima arriva la luce con la sua massa blu/argento, poi arriva il bianco dell’ingresso e da ultimo gli odori della tradizione. Il progetto di illuminazione del suo ristorante “La Torre del Saracino” nasce dalla volontà di ristabilire un dialogo con la natura mortificata dalla speculazione edilizia attraverso una installazione che richiama le cromie peculiari ed uniche del territorio e che valorizza sfumature tipicamente mediterranee.

 

 

 

 

Filippo-con-Gennaro-Esposito-1Il rosso di una luce calda come il sole del Mezzogiorno scende di intensità fino a dare spazio al blu, che si fonde con i colori del cielo e del mare e che di notte ammanta di argento la torre in sintonia con la luna alta, silenziosa e indulgente. Dalla strada si vede, o meglio si percepisce, un elemento diverso, un fuori scala e familiare cubo blu appare alla vista: quando ci si approssima alla scala di ingresso, con le sue lanterne orientali, ci si avvia verso l’interno di un bianco algido e abbagliante, respirando un’aria vagamente straniante, alla Peter Greenaway (Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante), in cui ogni ambiente ha una luce e una tonalità che lo contraddistingue e lo segnala. Un gioco di colori, un caleidoscopio di luce, odori e cibo. Ulisse non si sarebbe fatto legare ma sarebbe sceso a terra, molto volentieri.