Mario Brunello
Filippo Cannata - Incontri
Filippo-con-Mario-Brunello

 

Incontrare e conoscere un violoncellista, apparentemente così estraneo alla nostra esperienza lavorativa, non solo ha cambiato il mio modo di ascoltare la musica classica, ma si è anche, soprattutto, rivelato un arricchimento sia a livello umano che progettuale. Essere messo a parte delle infinite e, talvolta, impercettibili sfumature e cambi tra le diverse esecuzioni, mi ha dato un nuovo strumento, più sofisticato e sensibile, per affrontare anche il mio lavoro. Apprendere l’importanza di una brevissima pausa, comprendere che anche un semplice semitono può fare la differenza, mi ha aperto una visione diversa e più esatta in merito all’illuminazione confermandomi che anche le più leggere gradazioni di ombra e luce sono decisive per la riuscita del progetto. In Brunello ho trovato una persona, un professionista, che condivide appieno la mia dedizione assoluta alle minime variazioni: lavorando sul singolo dettaglio si riesce ad avere un effetto d’insieme più forte. Per quanto riguarda la luce la somma delle parti è più grande del totale, ovvero se si osservano i vari particolari che compongono una partitura luminosa l’emozione si moltiplica, se la si guarda nella totalità l’emozione si concentra. Questi modi di vedere, tutt’altro che antitetici, fanno parte di un differente approccio alla visione. Accordare, comporre ed eseguire sono le tre operazioni che accomunano il nostro lavoro e la nostra creatività, una sequenza operativa fondamentale per un progetto efficace.